Riflessioni sulla Nazionale e ricette per il futuro secondo Spalletti
Spalletti è tornato con amarezza sulla crisi dell’Italia, ripensando al trauma dell’eliminazione mondiale vissuta da Gattuso. “Io l’ho vissuta malissimo. Giuro che quando è finita la partita mi sono immaginato di essere Gattuso, cui è andato il mio primo pensiero perché è una persona perbene, un uomo di sentimento, e ho detto: ‘se fossi stato ancora lì e fosse successo a me in quella temperatura, in quello stadio, io veramente non so come avrei potuto reagire. Io l’ho subita tanto quella cosa dell’esonero, che mi ha praticamente creato una non reazione, non ce la facevo lì per lì a parlare di calcio, mi son quasi nascosto dal dispiacere. Certo, se Kean fa il 2-0, di cosa si va a parlare? In questi sbalzi di opinione bisognerebbe avere un po’ più di equilibrio e considerare che questi ragazzi dentro a quel contesto subiscono la pesantezza della situazione”.
Infine, ha proposto una soluzione drastica per valorizzare i giovani del vivaio nazionale: “Se si facesse giocare un under 19 fisso in A, noi come Juventus siamo costretti ad averne 4 a disposizione e io andrei a informarmi su quelli di 2 anni prima, perché l’anno successivo ho bisogno di altri 3-4 diversi. Quattro per ogni squadra sono tanti, ci sta che ne venga fuori uno”.
La strigliata alla Juve
Il tecnico della Juventus ha poi commentato il traguardo delle trecento vittorie nel massimo campionato con una battuta: “Trecento vittorie in A? Vuol dire che son bello vecchio…”. Nonostante il successo che accorcia le distanze dal quarto posto, l’allenatore non ha nascosto il disappunto per l’atteggiamento dei suoi nella seconda metà di gara. Ha respinto con forza l’alibi della fatica fisica: “Non c’è stata nessuna stanchezza, perché ieri e l’altro ieri non ci siamo allenati, si son portati in campo a camminare”. Spalletti ha poi espresso i suoi dubbi sulla crescita del gruppo: “Il problema è che ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi: dopo 6-7 mesi ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare. Non è possibile passare da un primo tempo come quello di stasera a un secondo tempo in questa maniera. Nessuno ha sistemato la situazione e ha dato ordine al gioco. Se poi capita l’episodio, se il Genoa segna il calcio di rigore, diventa difficile portarla a casa. Il dubbio è: che cosa saremo domani? Non si riesce a dare una sostanza, una continuità”.



