Il ritorno del centravanti: “Vlahovic faccia di cazzo”
Il fulmineo gol di Dusan Vlahovic ha permesso a Spalletti di sottolineare quanto l’assenza del serbo avesse pesato sugli equilibri della Juventus. Il tecnico non ha usato giri di parole per descrivere l’importanza del suo numero 9: “La mancanza di Vlahovic l’abbiamo sofferta come il pane. Ha caratteristiche diverse, non si può giocare a calcio senza terminale fisico se si vuole essere una squadra vincente. Anche un po’ meno alto e più dinamico, ma deve reggere duelli, tenere palla, fare i gol. Anche David fa gol, ma la palla addosso, il gol duellato… Vlahovic ha caratteristiche diverse, con lui è un’altra cosa”. La stima per l’atteggiamento del serbo è culminata in una definizione diventata subito virale: “Noi abbiamo avuto Vlahovic impattante e che ha una faccia di cazzo”. Secondo Spalletti, questa sfrontatezza è proprio ciò che serve al gruppo per fare il salto di qualità definitivo.
La lotta alla superficialità e il bisogno di determinazione
Nonostante i tre punti, l’allenatore ha analizzato con estrema severità l’incapacità della squadra di chiudere i match, criticando certi cali di tensione che definisce inaccettabili. “Stasera, come altre volte, si passa dei periodi di partita dominanti e poi dei down di superficialità che non si possono concedere. Se il livello è quello di mettere in discussione sfide simili allora c’è qualcosa che abbiamo sbagliato. Noi dobbiamo vincere le partite e non sperare di vincere”. Spalletti ha poi rincarato la dose sulla gestione del possesso palla, spesso troppo sterile: “Noi giochiamo la palla non per determinare, ma per toglierla dai piedi. Noi dobbiamo andare a vincere le partite. Nella vita non si può avere tutto semplice. C’è una strada da percorrere, ci possono essere ostacoli e devi essere bravo a fare spallate e se ti capitano due gol devi farli”. Per il tecnico, l’esecutività deve prevalere sulla voglia dei singoli di prendersi “libertà giocose, da stella lucente”.
Il mercato e il “pullman” bianconero
Infine, Spalletti ha voluto spegnere i rumors su una rivoluzione totale della rosa durante la prossima sessione estiva, richiamando tutti alla realtà economica e progettuale della Juventus. “I calciatori devono sapere del progetto serio, come ha detto Elkann con i nostri tifosi, prevede che ci siano molti giocatori di questi di oggi. Dura cambiarne tanti. Poi, come sapete, la Juventus ha speso 2-3 lire ultimamente. Non è facile mettere mano in profondità, vanno fatte le cose in maniera corretta”. Con la consueta ironia, ha poi commentato le voci che vorrebbero decine di nuovi acquisti a Torino: “Non cambieremo 18 giocatori su 25 come dicono: molti giocatori rimarranno qui. Non possiamo cambiare tutti i calciatori, ogni giorno ce ne danno 3 o 4 nuovi, prendiamo il pullman più grosso se no tutti non entrano. Ieri scherzavo con il pullman a due piani. Ma prendiamo un pullman più grosso magari, che non ci si sta tutti”.



