Juve, Spalletti vuole Kim per la difesa: l’ostacolo è il muro economico del Bayern
Il mercato della Juventus si accende anche sul fronte difensivo, dove Luciano Spalletti ha espresso un desiderio ben preciso per rinforzare il reparto arretrato: Kim Min-jae. L’allenatore toscano, che ha già valorizzato al massimo il centrale coreano durante la comune e vincente esperienza a Napoli, spinge per riaverlo alle proprie dipendenze a Torino a partire dal prossimo mercato di gennaio. Spalletti considera l’ex difensore azzurro il profilo ideale per dare fisicità, velocità e mentalità vincente alla retroguardia bianconera, un innesto di spessore internazionale capace di far compiere un immediato salto di qualità a tutta la squadra nella seconda parte della stagione.
Nonostante la forte volontà del tecnico, l’operazione si presenta fin da ora estremamente complessa e in salita per la dirigenza della Continassa. Secondo quanto rivelato dall’esperto di calciomercato Fabrizio Romano, i primi sondaggi hanno subito evidenziato due ostacoli economici apparentemente insormontabili: le pretese del Bayern Monaco per il cartellino e il faraonico ingaggio percepito dal calciatore in Baviera. Il club tedesco non ha alcuna intenzione di svendere il difensore asiatico, mentre lo stipendio attuale di Kim viaggia su cifre totalmente fuori portata rispetto ai nuovi e rigidi parametri di sostenibilità finanziaria imposti dalla società juventina.
Unaa trattativa complessa
Allo stato attuale delle cose, la trattativa è destinata a rimanere congelata per i prossimi mesi. L’unica reale speranza per la Juventus di sbloccare la situazione e regalare a Spalletti il suo pupillo è legata a un radicale cambio di condizioni nel corso della sessione estiva di mercato. Se nelle prossime settimane Kim dovesse finire ai margini del progetto tecnico del Bayern, spingendo i tedeschi ad aprire a una formula più vantaggiosa come il prestito con diritto di riscatto e a una partecipazione al pagamento dell’ingaggio, i bianconeri potrebbero sferrare l’attacco decisivo. Fino ad allora, la dirigenza continuerà a monitorare la situazione dietro le quinte, consapevole che la strada per arrivare al muro coreano sarà lunga e tortuosa.



