Una partita di equilibrio
Andrea Stramaccioni, seconda voce di Juventus-Milan del 5 ottobre 2025, ha analizzato il pareggio 0-0. “Due squadre che hanno rispettato l’equilibrio”, ha detto, descrivendo un primo tempo “bruttino” e un secondo tempo con il Milan più propositivo. Il rigore sbagliato da Pulisic al 53’ è stato decisivo: “Se fosse entrato, parleremmo di un’altra gara”. La Juventus ha creato poco, con la parata di Maignan su Gatti come unica chance chiara. Al 70’, Tudor ha rivoluzionato l’attacco, passando al 3-5-2 con Vlahovic, Openda e Thuram: “Non era accontentarsi, ma gestire l’equilibrio”. Stramaccioni vede una partita tattica, con il Milan (16 punti) che ha sprecato e la Juventus (11 punti) che ha retto, ma senza brillare.
Il dilemma del centravanti
Stramaccioni ha puntato i riflettori sul rebus del numero 9 juventino: “David non è questo, dà il meglio da seconda punta, non da solo. Aspettarsi che faccia reparto è un errore”. Jonathan David, con 1 gol in 6 gare, fatica come unico riferimento, mentre Dusan Vlahovic “è il più ‘9’ di tutti”, con 4 gol stagionali ma penalizzato dal turnover. Loïs Openda, invece, “ama correre, ma deve stare più vicino alla porta”. Il belga, con zero gol, è il migliore della sua nazionale ma non si è integrato. Stramaccioni nota che il tridente di Tudor, con 7 giocatori di qualità (inclusi Yildiz e Conceição), manca di coesione: “Sono poco amalgamati, e il vero 9 resta un dubbio”.
Prospettive: Tudor e la sosta
La sosta nazionale offre a Tudor l’occasione di risolvere il rebus. Stramaccioni suggerisce un modulo con due punte, come il 3-5-2, per sfruttare David con Vlahovic, lasciando Openda come arma dalla panchina. La Juventus, superata da Napoli e Roma, deve trovare continuità per puntare allo scudetto. Il prossimo match col Como (19 ottobre) è un banco di prova, con la Champions contro il Villarreal in vista. Stramaccioni conclude: “Tudor ha un potenziale enorme, ma serve un’identità chiara”. La scelta del 9 sarà decisiva per il futuro bianconero.


