Il nome caldo in cima alla lista della spesa bianconera è quello Vicario. L’ex portiere dell’Empoli, classe 1996, è in uscita dal Tottenham.
Juve, Svolta tra i Pali
Dopo aver chiuso la pratica per l’attacco riassaporando l’usato sicuro con il ritorno di Randal Kolo Muani — pronto a raccogliere l’eredità della maglia numero 9 —, la Juventus ha riorientato tutte le proprie energie sulla ricerca del nuovo titolare della porta. Le grandi manovre dell’area tecnica hanno visto cadere una dopo l’altra le opzioni internazionali valutate nelle ultime settimane. È tramontata sul nascere la suggestione Alisson Becker, pallino di mister Spalletti dai tempi della Roma, così come la pista legata ad Emiliano “Dibu” Martínez: la dirigenza bianconera ha infatti notificato ufficialmente all’Aston Villa il proprio disimpegno, ritenendo le richieste economiche dei Villans del tutto fuori parametro per le casse del club.
Contestualmente, si stanno affievolendo anche le speranze di arrivare a Zion Suzuki. L’estremo difensore giapponese del Parma appare ormai a un passo dal trasloco sotto l’ombra della Tour Eiffel, forte di una maxi-proposta da 33 milioni di euro formulata dal Paris Saint-Germain che ha sbaragliato la concorrenza torinese. Di fronte al prepotente inserimento del club parigino, la Juve ha preferito non scatenare dispendiose aste al rialzo, decidere di tirarsi fuori dalla corsa e ripiegare con decisione su un obiettivo italiano ben noto alle dinamiche del nostro campionato.
L’opzione Vicario
Il nome caldo in cima alla lista della spesa bianconera è ora quello di Guglielmo Vicario. L’ex portiere dell’Empoli, classe 1996, è in uscita dal Tottenham targato Roberto De Zerbi e ha già manifestato un forte gradimento per il ritorno in Serie A. La Juventus è pronta ad assecondare la volontà del giocatore e a stringere i contatti con gli Spurs, cercando di impostare la trattativa sulla base di un prestito con diritto di riscatto. Questa formula consentirebbe alla dirigenza di cautelarsi sul piano economico, regalando al contempo a Spalletti un numero uno affidabile, maturo e subito pronto a prendere in mano la regia della retroguardia bianconera.


