Un’identità smarrita
Marco Tardelli, leggenda bianconera, ha espresso preoccupazione per la Juventus in un’intervista a Tuttosport alla vigilia del match contro il Como. “Manca l’impronta famigliare che ha sempre contraddistinto la Juve”, ha dichiarato, rimpiangendo figure come Umberto Agnelli e l’Avvocato. Per Tardelli, la proprietà attuale, guidata da John Elkann, appare distante, priva della passione che un tempo accompagnava il club. “Chi arriva alla Juve deve conoscerne la storia, ma questo non accade più”, ha aggiunto. Il confronto con il passato, quando presidenti come Giampiero Boniperti incarnavano lo spirito juventino, evidenzia un vuoto di carisma e identità che pesa sulla squadra.
Un leader tecnico mancante
Tardelli ha individuato un altro problema: l’assenza di un fuoriclasse in mezzo al campo. “Serve un leader tecnico con personalità, come Platini”, ha detto. Pur lodando Kenan Yildiz, che considera un potenziale crack, l’ex campione ritiene che il turco non sia ancora pronto a guidare da solo la squadra. La mancanza di una figura carismatica in mediana si riflette nelle difficoltà della Juventus, reduce da una serie di pareggi. Igor Tudor, secondo Tardelli, deve costruire su basi solide, ma il club necessita di una svolta per ritrovare competitività contro squadre come Napoli e Roma.
Vlahovic per la continuità
Sul reparto offensivo, Tardelli ha le idee chiare: “Vlahovic deve giocare titolare per almeno dieci partite consecutive”. Il serbo, galvanizzato dal gol con la Serbia, è visto come il punto di riferimento per l’attacco bianconero, preferibile a Jonathan David. “Poi vedremo”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di continuità per valutare l’attaccante. La trasferta contro il Como, trasmessa su Dazn, sarà un banco di prova per Vlahovic e per Tudor, che potrebbe testare un modulo più offensivo. Tardelli ha chiuso con un monito: la Juventus deve ritrovare la sua anima per tornare a competere per i vertici.



