L’atto d’accusa di Tardelli: “Questa Juve non c’è più, mancano i leader”
Il finale di stagione tormentato della Juventus, culminato con il blackout decisivo contro la Fiorentina e la sfumata qualificazione alla prossima Champions League, continua a far discutere l’ambiente bianconero. A fare un’analisi lucida e spietata del momento della Vecchia Signora è Marco Tardelli. L’ex campione del mondo e colonna del club ha puntato il dito direttamente contro la gestione societaria e la mancanza di carisma all’interno dello spogliatoio. Intervistato dai microfoni di Tuttosport, l’ex centrocampista non ha usato giri di parole per descrivere lo smarrimento dell’identità sabauda: “A dire la verità, la Juve non mi ha mai dato la sensazione di essere realmente padrona del proprio destino”. Un problema profondo che, secondo Tardelli, affonda le sue radici nell’operato dei piani alti: “C’è poca credibilità nelle figure dirigenziali che guidano il club, la squadra. Non sentono la passione e l’amore che dovrebbero avere per la maglia bianconera”.
Nel mirino del commentatore è finito inevitabilmente anche il responsabile dell’area tecnica Damien Comolli, reo a suo dire di aver sbandierato un progetto non corrispondente alla realtà dei fatti dopo i colpi sfumati e i troppi soldi investiti nelle ultime sessioni di mercato. Alle dichiarazioni del dirigente francese sul fascino immutato della maglia juventina, Tardelli ha risposto con una stoccata chiarissima, sentenziando che “la verità è che quella Juve di cui lei parla probabilmente non c’è più”. L’ex calciatore ha voluto comunque scagionare l’attuale guida tecnica, evidenziando come le colpe del fallimento europeo non vadano attribuite all’allenatore: “Luciano ha fatto un buon lavoro, a prescindere da queste ultime brutte uscite che gli sono costate il piazzamento in Champions. […] Ma voglio dirlo: Spalletti in questo non ha alcuna colpa”.
La questione Vlahovic
Il capitolo più spinoso dell’intervista riguarda però il futuro di Dusan Vlahovic, al centro di una complicata trattativa per l’adeguamento dell’ingaggio e finito nel mirino della critica per non aver trascinato la squadra nei momenti cruciali della stagione. Tardelli ritiene che il serbo sia un profilo da cui ripartire, ma esige da parte sua una presa di coscienza e un forte bagno di umiltà nei confronti della società che lo ha sempre sostenuto. L’ex pilastro della Nazionale ha lanciato un messaggio chiarissimo all’attaccante: “Vlahovic dovrebbe anche essere sincero con se stesso e ammettere che negli ultimi anni è stato tutto fuorché un fenomeno. È in debito con la Juve e farebbe bene a restituire qualcosa indietro, accettando le condizioni del club in merito al suo adeguamento di ingaggio”. Una posizione netta che suona come un ultimatum: senza un passo incontro da parte del bomber, la separazione diventerà l’unica via percorribile.



