La parabola discendente di Andrea Cambiaso desta preoccupazione crescente tra i tifosi e gli addetti ai lavori della Juventus. In una recente dichiarazione, il commentatore sportivo Riccardo Trevisani ha definito Cambiaso un giocatore “nel panico”. Cambiaso è stato messo a confronto con Alessandro Buongiorno, altro giocatore nel giro della nazionale italiana e attualmente in un periodo nero. Riflessioni profonde devono nascere sulle prestazioni del terzino ex Bologna sia per il futuro della Juventus che in ottica nazionale.
I problemi di Cambiaso
Il terzino destro, spesso schierato a sinistra per necessità di organico, rappresenta uno dei reparti su cui il club dovrà intervenire con decisione nella prossima sessione estiva di mercato. Se Luciano Spalletti ha più volte sottolineato i numeri importanti del giocatore – cross, progressioni, occasioni create – capaci di generare vantaggi concreti quando funzionano, è altrettanto evidente che questi contributi latitano da diverso tempo.Nella recente partita contro la Lazio, finita 2-2 all’Allianz Stadium l’8 febbraio 2026, Cambiaso ha fornito l’assist per il gol del momentaneo 2-1 di Weston McKennie con un cross preciso dalla sinistra. Tuttavia, la sua prestazione complessiva è apparsa deficitaria in quasi tutti i comparti: imprecisioni in fase di possesso, scelte discutibili e, soprattutto, gravi lacune difensive.
L’errore sul gol di Isaksen
L’errore sul secondo gol biancoceleste di Gustav Isaksen è emblematico e da matita rossa: l’attaccante danese lo ha scavalcato con facilità su un lancio lungo di Danilo Cataldi, imbucandosi alle sue spalle e fulminando Michele Di Gregorio con un destro al volo sotto la traversa. Un episodio evitabile, lontano dagli standard richiesti a un giocatore della Juventus, dove la solidità dietro è un dogma non negoziabile. La sua affidabilità difensiva è calata, le letture in copertura sono meno tempestive e l’impatto complessivo in partita si è ridotto. Nonostante statistiche stagionali che lo vedono ancora tra i più utilizzati (con assist e contributi offensivi sporadici), la tendenza è preoccupante. In un contesto dove la concorrenza sul fronte sinistro è scarsa e quello destro attende rinforzi, serve una riflessione profonda.



