Una crisi che mette in discussione
La Juventus sta vivendo un momento critico dopo tre sconfitte consecutive: 2-0 contro il Como, 1-0 al Bernabéu col Real Madrid e 1-0 all’Olimpico contro la Lazio. Igor Tudor, sotto contratto fino al 2027, è sotto pressione: la dirigenza, guidata da Damien Comolli, valuta la sua posizione partita per partita. La mancanza di equilibrio, con troppi moduli provati (dal 3-4-2-1 al 3-5-2) e giocatori come Vlahovic e David spostati senza continuità, ha creato confusione. L’errore di David contro la Lazio, che ha portato al gol decisivo di Basic, ha evidenziato i limiti di una squadra senza identità chiara. I tifosi, delusi, chiedono un cambio di rotta, e la prossima sfida contro l’Udinese diventa cruciale per il tecnico croato.
I nodi tattici e le critiche
Tudor, che aveva riportato entusiasmo iniziale, è criticato per l’incapacità di dare certezze. “La squadra appare disorientata”, scrive Sport Mediaset, sottolineando come i cambi frequenti di sistema di gioco abbiano destabilizzato la rosa. Locatelli, leader designato, non è intoccabile, mentre giovani come Yildiz, limitato da un fastidio al ginocchio, faticano a emergere con continuità. La difesa, con Gatti e Kelly, ha retto ma non abbastanza, e l’attacco, nonostante il potenziale di Vlahovic, David e Openda, è sterile (quattro gare senza gol). La dirigenza, con Giorgio Chiellini e John Elkann, guarda al CdA del 7 novembre come momento di riflessione, ma un ulteriore passo falso potrebbe anticipare decisioni drastiche.
Prospettive: i nomi per il futuro
La Juventus ha iniziato a sondare alternative: Luciano Spalletti, per la sua esperienza e capacità di gestire pressioni, è in pole, seguito da Roberto Mancini, ex ct azzurro, e Raffaele Palladino, sostenuto da Modesto per il suo lavoro al Monza. All’estero, Comolli considera profili come Edin Terzic, Marco Rose, Xavi e Gareth Southgate, ognuno con un approccio moderno. Thiago Motta, ancora sotto contratto fino al 2027, è escluso per evitare un terzo tecnico a libro paga, un costo che la società vuole contenere. L’Udinese sarà il banco di prova: una vittoria potrebbe salvare Tudor, dando tempo al progetto di crescere, mentre un ko accelererebbe il cambio.



