Kelly: un errore firmato Giuntoli
La Juventus ha reso ufficiale il riscatto di Lloyd Kelly dal Newcastle per 17,5 milioni di euro, che con bonus arriva a 27,5 milioni, il 6 giugno 2025. Un’operazione che, fin dall’inizio, ha sollevato perplessità tra tifosi e addetti ai lavori. L’acquisto, orchestrato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, appare come un investimento sproporzionato rispetto al rendimento del difensore inglese. Kelly, arrivato in prestito a febbraio con obbligo di riscatto condizionato a presenze minime, ha disputato 13 partite tra Serie A, Champions League e Coppa Italia, senza mai convincere pienamente. Le sue prestazioni, come la disastrosa prova nella sconfitta 1-0 contro il Parma al Tardini, hanno evidenziato lacune tecniche e difficoltà di adattamento al calcio italiano. I 27,5 milioni pesano su un bilancio già fragile, suscitando critiche sulla strategia di Giuntoli, accusato di puntare su un giocatore non all’altezza delle ambizioni juventine.
Un rendimento deludente e un costo ingiustificato
Kelly, 26 anni, era stato presentato come un rinforzo versatile, capace di giocare sia da centrale che da terzino sinistro. Tuttavia, il suo impatto è stato tutt’altro che positivo. Il giocatore inglese ha mostrato limiti evidenti nella distribuzione del pallone e nella gestione della pressione, come sottolineato dai tifosi. La sua incapacità di adattarsi rapidamente al calcio italiano, più tattico rispetto alla Premier League, ha alimentato dubbi sulla scelta di Giuntoli. L’ex ds del Napoli, che aveva seguito Kelly già ai tempi del Bournemouth, ha puntato su un profilo che non ha mai brillato al Newcastle, dove era riserva. Spendere quasi 30 milioni per un giocatore con un curriculum modesto è visto come un errore strategico, soprattutto considerando che la Juventus ha venduto giovani promettenti come Dean Huijsen per cifre inferiori.
Giuntoli sotto accusa: una strategia discutibile
La gestione di Giuntoli è al centro di ulteriori critiche, sebbene l’ex DS abbia già salutato Torino infatti la Juventus deve fare i conti con gli errori della sua gestione. L’operazione Kelly riflette una pianificazione di mercato confusa. La scelta di investire su un difensore non titolare al Newcastle, invece di puntare su talenti locali o profili più rodati, ha fatto storcere il naso. La dirigenza juventina sembra aver sopravvalutato le qualità di Kelly, sperando in un’evoluzione che non è mai arrivata. Con un reparto difensivo falcidiato da infortuni, la Juventus aveva bisogno di certezze, non di scommesse costose. Il riscatto di Kelly rischia di diventare il simbolo di una gestione tecnica incapace di rilanciare il club.



