La Juventus e Dusan Vlahovic si avvicinano a un bivio decisivo: il club ha posto un aut aut chiaro nelle trattative per il rinnovo del contratto (scadenza giugno 2026), imponendo al serbo di scegliere una nuova figura intermediaria per gestire l’affare. Non più solo l’agente storico Darko Ristic – meno centrale stavolta – ma un intermediario che curi gli interessi generali dell’operazione, unificando le parti e superando le distanze accumulate negli ultimi mesi tra infortunio, prestazioni altalenanti e richieste economiche.
L’ultimatum bianconero è servito a sbloccare il dialogo: papà Milos Vlahovic si è seduto al tavolo nelle scorse ore, confermando che il bomber spinge per restare a Torino. La nuova figura in campo non è tattica, ma negoziale – un “mediatore” che allinei club, giocatore e procuratori per far decollare l’accordo. Ristic, dal canto suo, ha postato un’immagine simbolica di Vlahovic come Hulk con clessidra alle spalle, a sottolineare che il tempo del rientro e della decisione è arrivato.
Per Spalletti, Vlahovic rappresenta una certezza assoluta: da quando il tecnico è arrivato a ottobre 2025, il serbo è diventato il perno indiscusso dell’attacco, il centravanti titolare e il riferimento del progetto – a differenza della gestione Tudor, dove era più uno strumento per messaggi alla società. Lucio lo ha sempre lanciato titolare nelle presenze disponibili prima dello stop, e ora attende con impazienza il suo pieno recupero per “mettere più benzina nel motore” bianconero. Il rientro graduale in gruppo è previsto a metà settimana (intorno al 4-5 marzo), con target realistico la trasferta di Udine (più delicata del match casalingo contro il Pisa di sabato), per testarlo nel rush finale verso il quarto posto Champions.



