Un talento con la 10 sulle spalle
Kenan Yildiz, stella nascente della Juventus, ha parlato a UEFA.com della responsabilità di indossare la maglia numero 10, un simbolo carico di storia. “All’inizio mi sono chiesto se fossi all’altezza, ma poi ho capito: il numero non gioca, sono io a farlo”, ha dichiarato il 20enne turco. In un momento complicato per la squadra, reduce dalla sconfitta per 2-0 contro il Como il 19 ottobre 2025, Yildiz si sta affermando come punto di riferimento. La sua freschezza e il suo talento, mostrati con tre gol in nazionale, sono un faro per Igor Tudor, che lo vede come leader tecnico. “Voglio divertirmi e lasciare il segno”, ha aggiunto, con l’obiettivo di guidare la Juventus verso il riscatto, a partire dalla prossima sfida contro la Lazio.
Niente paragoni con Del Piero
Il confronto con Alessandro Del Piero, icona bianconera e storico numero 10, è inevitabile, ma Yildiz lo rifiuta con decisione: “Non amo i paragoni. Del Piero è una leggenda, io sono all’inizio. Voglio costruire la mia storia”. La sua personalità emerge chiara: “Io sono io, non assomiglio a nessuno”. Questo approccio lo spinge a lavorare sulla sua unicità, senza lasciarsi schiacciare dal peso delle aspettative. I gol alla Del Piero, come quello contro l’Inter, mostrano il suo potenziale, ma Yildiz preferisce concentrarsi sul presente, cercando di avvicinare le zone calde del campo, dove può esprimersi al meglio.
Il sogno Bernabéu
La sfida di Champions League contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu rappresenta un’occasione speciale per Yildiz. “Da bambino sognavo di giocare in quello stadio, uno dei più belli al mondo. Affrontare il Real è incredibile”, ha confessato con entusiasmo. La partita, in programma dopo la sosta nazionale, è un banco di prova per il giovane turco, che vuole brillare contro i campioni d’Europa. “Essere tra i protagonisti è un orgoglio”, ha detto, sottolineando il desiderio di lasciare il suo marchio in una cornice leggendaria. Con Tudor sotto pressione, Yildiz potrebbe essere la chiave per una prestazione di carattere, capace di risollevare il morale di una squadra in cerca di identità.



