Suarez: “Nel 2012 ero vicino alla Juventus” . Luis Suarez ha sorpreso tutti con una dichiarazione recente sul suo passato. Durante un’intervista recente allo streamer Davoo Xeneize, ha rivelato un retroscena di mercato. “Nel 2012 volevo andare alla Juventus, ma Brendan Rodgers mi convinse a restare” ha detto. All’epoca giocava nel Liverpool e voleva una nuova sfida dopo due anni intensi in Premier League. La Juventus lo aveva contattato, offrendogli una chance in Serie A. Suarez ha ammesso che l’idea lo entusiasmava molto. Rodgers, però, lo ha trattenuto. “Mi ha fatto credere nel progetto dei Reds”, ha aggiunto l’uruguaiano. Questo ha cambiato le carte in tavola.
Nel 2012 la Juventus era agli albori del ciclo vincente dei 9 scudetti e Antonio Conte cercava un attaccante di peso per dominare anche in Europa. Suarez rappresentava il profilo ideale con il suo talento e la sua grinta. Lui ha confessato di aver desiderato fortemente il trasferimento a Torino. “La Juventus era un club che mi attirava”, ha dichiarato nell’intervista. Tuttavia, Brendan Rodgers è intervenuto con decisione. Il tecnico ha puntato su Suarez come leader del Liverpool, convincendolo a restare. La dirigenza bianconera ha offerto un contratto importante, ma non è bastato. Suarez ha scelto di fidarsi del suo allenatore ed lui è rimasto ad Anfield.
Ha poi detto Suarez: “Nel 2012 ero vicino alla Juventus” e ha aggiunto “Ma Rodgers ha avuto ragione.” Immaginare Suarez alla Juventus nel 2012 fa riflettere sui possibili scenari. Lui ha portato gol e mentalità vincente ovunque sia andato. Grande protagonista al Liverpool dove si è affermato, è ricordato soprattutto per i suoi anni al Barcellona nel tridente con Messi e Neymar con cui ha vinto la Champions League in finale proprio contro la Juve. Dopo la parentesi blaugrana è stato grande protagonista nella cavalcata scudetto dell’Atletico Madrid di Simeone nella stagione 2021-2022 mettendo a referto 21 gol in campionato. Senza dubbio l’uruguayano avrebbe potuto contribuire a un affermazione della Juventus anche a livello europeo, questo forse l’unico punto debole della gestione Conte. Ma l’affermazione europea sarebbe arrivata qualche ann dopo con le due finali raggiunte da Massimiliano Allegri.



