Tudor rifiuta etichette
Igor Tudor, in conferenza stampa, respinge con forza il termine “traghettatore”. “È una parola brutta”, dichiara, forte dei suoi vent’anni in Italia. Per lui, un allenatore vive alla giornata, senza pensare al futuro: “Si costruisce oggi”. La Juventus, reduce dalla vittoria col Lecce, prepara la trasferta di Parma con intensità. Tudor non programma a lungo termine: “Il passato insegna, il futuro dà ansia”. Conta solo la prossima gara. La Champions resta l’obiettivo, e ogni punto pesa. Elogia Renato Veiga: “Ha 22 anni, ma la personalità di un trentenne”. I tifosi apprezzano la sua schiettezza. Tudor guida con pragmatismo, mirando al quarto posto.
Veiga, un leader giovane
Tudor Elogia Renato Veiga e ne tesse le lodi: “Veloce, parla coni compagni e domina in campo aperto”. A 22 anni, il portoghese mostra una maturità rara. Contro il Lecce, mura Krstović e imposta con sicurezza. Il tecnico lo ha elogiato: “Gli ho detto che il futuro dipende da lui”. Veiga, nel 3-4-2-1, diventa indispensabile: qualità e mentalità. “È un tasto importante”, sottolinea il tecnico. La Juve lavora per confermarlo, nonostante i 45 milioni chiesti dal Chelsea. Nico Gonzalez, altro pilastro, si è preso anche lui parole di elogio: “Solare, con mentalità argentina”.
Miglioramenti in vista
Il tecnico croato ha analizzato i cambi, punto debole contro il Lecce. “Non ho esagerato, ma serve migliorare”, dice. I cinque cambi pesano, e i subentrati hanno deluso. “Sono consapevoli, vogliono crescere”. Tudor chiede intensità: “Prepararsi al massimo, la partita si costruisce ora”. Non guarda lontano: “Conta solo oggi”. La difesa, senza Gatti, si affida a Veiga e Kalulu. Gonzalez, pronto a brillare, porta energia. I tifosi, dopo il pari col Lecce, chiedono continuità. Tudor rifiuta ansie e pianificazioni: “Vivo per la prossima gara”. La Juve, con la sua guida, punta al riscatto. Il croato forgia un gruppo affamato.


