La Juventus subisce un nuovo colpo finanziario extra-campo: il 19 gennaio 2026, il Tribunale del Lavoro di Torino ha respinto il ricorso del club bianconero contro il lodo arbitrale del 2024, condannando la società a versare a Cristiano Ronaldo circa 9,7 milioni di euro (più interessi, per un totale vicino agli 11 milioni) relativi a stipendi arretrati mai erogati durante il periodo della pandemia Covid-19.
La vicenda risale al 2020-2021, quando la Juventus, come molte altre società europee, affrontò gravi difficoltà economiche dovute alla sospensione del campionato e alla chiusura degli stadi. Per alleggerire il bilancio, il club negoziò con la rosa una “manovra stipendi” che prevedeva il rinvio di diverse mensilità (fino a quattro per la maggior parte dei giocatori). Nel caso di Ronaldo – arrivato a Torino nel 2018 per una cifra record e partito nel 2021 verso il Manchester United – fu redatto un documento privato noto come “carta Ronaldo”, che posticipava il pagamento di una somma significativa (intorno ai 20 milioni complessivi) senza iscriverla a bilancio. Questo accordo fu in seguito considerato fittizio dalle autorità giudiziarie, parte di un meccanismo più ampio che coinvolse l’intera squadra e che contribuì alle indagini sulla plusvalenze e sulla gestione contabile della società.
Ronaldo, una volta lasciato il club, avviò nel 2021 un’azione legale per recuperare la parte non versata che riteneva dovuta. Dopo un arbitrato nel 2024, un collegio (a maggioranza) riconobbe al portoghese circa la metà della somma richiesta (9,8 milioni circa), riconoscendo una responsabilità condivisa ma confermando il diritto al pagamento per il mancato rispetto dell’impegno. La Juventus, che aveva già versato parzialmente in quell’occasione, presentò ricorso al Tribunale del Lavoro di Torino per ribaltare la decisione e tentare di recuperare quanto già erogato.


