I bianconeri si giocano tutto in due partite, la Champions col Galatasaray e la zona Champions con la Roma. E sulla permanenza di Spalletti si addensano ombre, con l’allenatore che non nasconde più un certo malumore per la gestione societaria.Elkann sta valutando la posizione dell’ex CT e di Damien Comolli, ma le valutazioni dei due uomini chiave della Juventus sono separate. Come scrive Giovanni Albanese, Elkann ha grande stima del lavoro di Spalletti mentre invece non sembra più tanto sicura la posizione di Comolli, artefice di due sessioni di mercato gravemente insufficenti con diverse scelte sbagliate. Su tutte, l’investimento da 50 milioni per Openda a e il mancato arrivo di Kolo Muani. A peggiorare il quadro, la scelta di non intervenire nel mercato invernale. Si è deciso di non intervenire su una situazione che sembrava compromessa e adesso la Juventus vede la zona Champions sempre più a rischio. Sul
Il punto di Albanese su Comolli e Spalletti
“I risultati condizionano i giudizi ma non le decisioni aziendali, soprattutto sulla guida tecnica. Elkann riconosce a Spalletti la competenza necessaria per costruire delle fondamenta solide e ha un filo diretto con l’allenatore che alimenta diversi ragionamenti, soprattutto quelli relativi alle risorse a disposizione. Il tecnico ha accettato la Juve come una sfida per tirarsi fuori dall’imbarazzo vissuto in nazionale e per riaccendere la propria passione attraverso principi personali: questo lo ha portato a concentrarsi tanto sui singoli, a creare empatia con i top della rosa e a far riscoprire alcune consapevolezze a chi nell’ultimo periodo si era assopito. Ma quando la Juve si è ritrovata a dover fare il passo successivo da squadra, cioè reggere un livello più alto di quello che è bastato per ricompattarsi, si è sgretolata per l’assenza di colonne solide e capaci di dare equilibrio con l’esperienza. A questo punto la proprietà, dovrà valutare separatamente gli operati di Comolli e di Spalletti.”
Albanese ha poi detto. “Il predecessore di Comolli, cioè Giuntoli, ha pagato per molto meno di quello che ha sbagliato fin qui l’uomo al comando della Juventus. Le ultime due sessioni di mercato si sono rivelate ampiamente insufficienti alle esigenze della squadra per tornare a un livello vincente. Basti pensare ai 45 milioni spesi per una riserva come Openda.” L’analisi di Albanese si conlcude ricordando che l’ultima parola spetterà a Elkann.



