Boom di ascolti per Milan-Juventus di domenica scorsa. La vittoria della squadra di Massimiliano Allegri contro quella rossonera allenata da Stefano Pioli è stata seguita da quasi 2 milioni di telespettatori su DAZN. Migliorato quindi il precedente tra i due club della passata stagione, quando la partita fu seguita da 1,6 milioni di appassionati. Una netta inversione di marcia rispetto allo scorso campionato, quando fu registrato un netto calo di spettatori, quasi in corrispondenza con la prima sentenza di condanna ai danni della Juventus, per la discussa questione delle plusvalenze.
Davanti a un verdetto che lasciava molta perplessità, non solo trai tifosi juventini, ma anche in molti esperti di diritto, come avvocati ed ex magistrati, scoppiò forte la rabbia dei sostenitori bianconeri che proclamarono una legittima e dignitosa protesta, boicottando le partite non solo della Juventus, ma dell’intera Serie A in tv, per poi allargare il tutto anche ai match europei. Al grido “disdire e boicottare” https://ultimejuve.it/juventus-la-disdetta-funziona-crollo-dascolti-per-tutta-la-serie-a/gli appassionati della Vecchia Signora volevano far sentire la loro vicinanza e il loro affetto alla squadra del cuore, in un periodo storico particolarissimo e complicato. Da qualche mese infatti si era sciolto il Consiglio di Amministrazione della società bianconera, con le clamorose dimissioni del presidente Andrea Agnelli, del suo vice Pavel Nedved e dell’amministratore delegato Maurizio Arrivabene. Insomma un vero e proprio tsunami sulla Juventus, seguito poi dall’ingresso in società di ottimi professionisti come Gianluca Ferrero e Maurizio Scanavino, fidati uomini di John Elkann ma non certo con alle spalle esperienza riguardo al mondo del calcio.
E in quel momento di difficoltà, quando in classifica piombò quello che a molti sembrò una penalità frutto di una giustizia sommaria, con la Juventus in balia del caos, ancora una volta vennero in suo aiuto i tifosi. Mobilitati in massa, pronti a rinunciare alla passione per il calcio, moltissimi accolsero la protesta, cancellando il proprio abbonamento alla pay tv e cominciando una guerra a oltranza con chi gestisce, spesso con metodi perlomeno discutibili, il pallone in questo Paese. Poco spazio fu dato in realtà a questa protesta sia dai giornali che dalle varie tv, mentre in silenzio i numeri impietosi delle disdette aumentavano in modo inversamente proporzionale al calo invece degli ascolti relativi alle partite di Serie A.
Basterà guardare i dati di ascolto dello scorso campionato, riguardante la seconda parte della stagione, ossia dopo la sentenza che colpì la Juventus, per rendersi conto del drastico calo. Così, nonostante il silenzio dei media, la propaganda di chi vedeva una Serie A più viva che mai, anche grazie all’osannato scudetto del Napoli arrivato dopo 30 anni, quasi come riabilitazione di un calcio italico reo poi di chissà che, i numeri tutt’altro che lusinghieri degli ascoltatori davanti alle partite gridavano e denunciavano il pessima gestione del pallone in questo Paese. Forse più di qualcuno aveva dimenticato che la squadra più amata (e anche più odiata, perciò di conseguenza la più seguita) è la Juventus e da essa dipendono le fortune o le sfortune del calcio italiano. Basti ricordare che dopo la retrocessione della compagine bianconera nel 2006, in conseguenza a un’altra oscura questione come quella di Calciopoli, la Serie A registrò un drammatico calo di introiti.
Adrano Galliani, a quei tempi dirigente del Milan, parlò di 200 milioni persi a causa della retrocessione della Juventus. Domenica scorsa, durante il big match Milan-Juventus, quasi 2 milioni di appassionati hanno seguito la partita, facendo registrare quasi mezzo milione di spettatori in più rispetto allo stesso incontro della passata stagione. Numeri quindi nettamente in aumento, guarda caso ora che la Juventus può giocarsi le sue chance in campionato, senza nessuna Spada di Damocle pronta a decapitarla, come invece accadde nella passata stagione, quando la squadra bianconera perse il diritto di giocare in Champions nonostante l’avesse conquistata sul campo. Forse i vertici di DAZN e del calcio italiano in generale dovrebbero fermarsi a riflettere e a rileggere i numeri. Quegli stessi numeri che racchiudono i successi e il blasone della Juventus, consacrandola come società più vincente, seguita e importante d’Italia.
È bello vedere intere trasmissioni in tv che celebrano l’atteso scudetto del Napoli, la finale di Champions persa e raggiunta dall’Inter, le interviste sopra le righe di Josè Mourinho, le accuse di Fabrizio Corona, ma che troppo spesso dimenticano di citare una giustizia sportiva ormai troppo giustizialista e di una Serie A che ha raggiunto un livello di mediocrità tecnica allarmante. In tutto questo la voce silenziosa, ma viva e pulsante, dei tifosi juventini che senza l’appoggio di tv e giornali hanno saputo con i fatti proteggere il proprio diritto al tifo e far tremare le scricchiolanti gambe di quel colosso d’argilla che è ormai il nostro campionato. Non dimenticate, quindi, egregi dirigenti di DAZN e di tutti i media italiani che da sempre contano solo e sempre i numeri, scritti nero su bianco, lo stesso colore della maglia della Juventus, la società più seguita, vincente e importante del calcio italiano.



