L’opinione di Briatore sulla Juventus
In una recente intervista sul Corriere dello Sport, Fabio Briatore ha parlato dell’attuale situazione in casa bianconera e degli errori della gestione di John Elkann. Sulla crisi attraversata da Juventus e Ferrari, Briatore ha detto: «Non va bene. La stabilità è troppo importante. Hanno preso della gente sbagliata, ma allora serve uno studio più approfondito all’origine. Tutti criticano Andrea (Agnelli, nda) ma con lui si sono ottenuti risultati eccezionali. Ai tempi di Giraudo e Moggi eravamo fortissimi. Era Juve e Milan, oggi è Inter e Napoli».
L’intervista: “John Elkan si nasce, Briatore si diventa”
Sei sempre stato questo? Mai un cedimento, neppure da ragazzo?
«John Elkann si nasce, Briatore si diventa. Sono percorsi molto differenti, non so dirti quale sia il più semplice».
Secondo te Elkann ama realmente la Juve o in fondo la subisce?
«Credo di sì: che la ami. È un tipo distaccato, forse anche timido, ma la Juve e la Ferrari sono parte della storia della sua famiglia. Non escludo che sia maggiormente interessato alla Ferrari, al motorsport. Ma è una questione di formazione, di gusto personale».
Sulla Ferrari…
La Ferrari e Briatore potrebbero essere compatibili?
«Ho lavorato quindici anni con i francesi e uno che lavora per tanto tempo con i francesi è compatibile con tutti e tutto».
Mai stati vicini?
«Io e la Ferrari? No. Nel ’95-96, ai tempi di Giraudo alla Juve, Umberto Agnelli abbozzò un discorso. Ma a quei tempi ero socio Benetton, non se ne poteva fare nulla… La Ferrari è troppo importante per la Formula 1, non importa che sia vincente, competitiva sarebbe sufficiente. La Ferrari garantisce luce all’intero sistema. Ha una tifoseria che metabolizza rapidamente la delusione, troppo forte e sincera la passione».
Cosa le serve?
«Gli uomini giusti. Il prodotto lo fanno gli uomini».
Sulla Juventus, Sinner e…
La Juve è alla terza rivoluzione non solo tecnica negli ultimi tre anni.
«Non va bene. La stabilità è troppo importante. Hanno preso della gente sbagliata, ma allora serve uno studio più approfondito all’origine. Tutti criticano Andrea (Agnelli, nda) ma con lui si sono ottenuti risultati eccezionali. Ai tempi di Giraudo e Moggi eravamo fortissimi. Era Juve e Milan, oggi è Inter e Napoli».
A proposito, ti sei chiarito con i napoletani dopo la battuta sulla comprensione del linguaggio di Sinner?
«Quel ragazzo è nato per soli 5 chilometri in Italia, altrimenti sarebbe stato austriaco. Dovremmo essere felici e orgogliosi del regalo che ci hanno fatto i suoi e il destino. Sinner porta l’Italia nel mondo, un’immagine vincente, e noi ci preoccupiamo della sua residenza fiscale, del suo no alla Davis. È un campione centratissimo, non va a Sanremo…».
La Juve è alla terza rivoluzione non solo tecnica negli ultimi tre anni.
«Non va bene. La stabilità è troppo importante. Hanno preso della gente sbagliata, ma allora serve uno studio più approfondito all’origine. Tutti criticano Andrea (Agnelli, nda) ma con lui si sono ottenuti risultati eccezionali. Ai tempi di Giraudo e Moggi eravamo fortissimi. Era Juve e Milan, oggi è Inter e Napoli».
Alla domanda su chi sia stato il più grande campione della Juventus, Briatore ha risposto in modo secco: “Platini”


