“Solo chi ha orgoglio per questa maglia”: le parole di Carnevali al Gran Galà del Calcio
A margine del Gran Galà del Calcio, Giovanni Carnevali ha rilasciato dichiarazioni cruciali per tracciare il bilancio del mercato e analizzare lo stato di salute della Juventus. Il primo pensiero dell’amministratore delegato è andato al reparto infermeria, confermando le differenti tempistiche per i due lungodegenti: “Khéphren dovrà fermarsi per più tempo rispetto a Yildiz purtroppo. Siamo stati sfortunati”. Una tegola pesante che ha costretto la dirigenza a ricalibrare le priorità nelle ultime ore di trattative.
Senza peli sulla lingua, il dirigente si è espresso sul retroscena legato a Franck Kessié e sulla trattativa sfumata al fotofinish: “Per quanto riguarda Kessié, fa parte del gioco. Quando pensi che un’operazione si possa fare e vengono cambiate le carte in tavola, noi dobbiamo virare su giocatori che abbiano voglia di vestire questa maglia”. La linea societaria rimane quella di puntare su profili fortemente motivati, affiancati dal rilancio delle risorse già in organico: “I giocatori che sono rimasti, come Koopmeiners e Nico Gonzalez, dobbiamo metterli in luce per far sì che il loro valore venga valorizzato al massimo”.
Su Woltemade
Un passaggio fondamentale ha riguardato anche l’arrivo dell’ultimo rinforzo offensivo Nick Woltemade e l’alchimia lavorativa creata negli uffici di Torino: “Dobbiamo iniziare a far parlare il campo. L’idea nasce da un’esigenza, quella di avere un giocatore con determinate caratteristiche. Quando non ci sono le possibilità di fare investimenti importanti bisogna trovare delle soluzioni valide”. Carnevali ha poi concluso ringraziando i suoi collaboratori: “Devo fare i complimenti a Ottolini e Massara, oltre che a Mister Spalletti, per il grande gruppo di lavoro che si è creato… Vogliamo soltanto fare bene, guardando al presente e soprattutto al futuro. Abbiamo cambiato molto la squadra, ci sono tante cose da allineare. Dobbiamo trovare quei ragazzi che hanno voglia di indossare questa maglia, deve essere un orgoglio farlo”.


