La mancanza di energia dela Juventus
Nella trasferta di Verona la Juventus è sembratadecisamente stanca e appesantita. Nel secondo tempo i bianconeri hanno subito la fisicità del Verona, complice l’impegno infrasettimanale in Champions e il folle derby d’Italia giocato il turno prima contro l’Inter. Ne ha parlato Gazzetta dello Sport: “Yildiz era pallido, sarebbe stato da togliere all’intervallo, anche Thuram era stanco”, aveva avvertito Tudor al termine della gara del debutto in Champions contro il Borussia Dortmund. “Ci è mancata l’energia”, ha ammesso dopo il pari del “Bentegodi”. Ma i tifosi bianconeri si interrogano: a cosa è dovuto questo crollo fisico? E, soprattutto, se questa stanchezza è emersa alla prima volta in stagione in cui la squadra ha dovuto affrontare 3 partite in una settimana, cosa succederà in futuro?
Alle origini del problema
Il gioco dispendioso di Tudor
L’analisi si chiude con un focus sul dispendioso gioco della Juventus.
“E qui si viene alla seconda questione: il gioco dispendioso richiesto dal tecnico e la costruzione della rosa. Tudor ha bisogno di una squadra che corra a tutto campo e vada sempre a mille all’ora. Non è un caso che, nelle prime 4 giornate di Serie A, la Juve tra le big sia quella che ha percorso più chilometri. Una media di 116,5 contro i circa 115 dell’Inter, i 113 del Milan e i 112 della Roma. In questo lavoro i ruoli più sollecitati sono i quattro centrocampisti e i due trequartisti. Quasi un controsenso, però, se si guarda alla composizione della rosa juventina:
in mezzo ci sono due soli titolari (Locatelli e Thuram) perché per motivi diversi Koopmeiners, Adzic, McKennie e Miretti non hanno le caratteristiche giuste per sostituirli. Sulla trequarti Yildiz e Conceiçao, in attesa che Zhegrova trovi una condizione accettabile, non hanno una vera alternativa. Perché inserire Openda o David imporrebbe a Tudor di cambiare schieramento, cosa che il tecnico ha dimostrato di mal digerire. Così, il francese e il turco si sono ritrovati esausti”