Il verdetto del campo in Juventus-Milan parla chiaro: Nick Woltemade garantisce la struttura d’attacco che serve a Luciano Spalletti
Senza bollare affrettatamente Kolo Muani, la sfida dell’Allianz Stadium ha evidenziato una differenza sostanziale d’impatto tra i due interpreti offensivi. Il transalpino ha vissuto una serata complicata, segnata da troppi palloni persi, scarsa tenuta nei duelli spalla alla porta e l’incertezza da cui è scaturita la rete rossonera. Limiti strutturali che finiscono per abbassare il baricentro della squadra nei momenti di massima pressione. L’ingresso sul terreno di gioco di Nick Woltemade ha spazzato via le perplessità: il corazziere tedesco ha subito fatto valere i suoi centimetri, spendendo la propria stazza per proteggere palla, guadagnare metri e subire falli preziosi.
Proprio da un’infraczione conquistata con fuzionalità dal classe 2002 è nata l’azione che ha portato al definitivo 1-1 firmato da Federico Gatti nei minuti di recupero. Woltemade incarna esattamente la tipologia di centravanti boa richiesta dal tecnico: un riferimento capace di far salire il blocco squadra e di aprire corridoi per gli inserimenti dei trequartisti. Pur non essendo un bomber da trenta reti stagionali, le sue doti fisiche e di sponda rappresentano l’ingranaggio mancante per dare continuità alla manovra bianconera.



