Gatti salva la Juventus dalla sconfitta casalinga contro il Milan, ma adesso gli interrogativi per l’attacco si fanno numerosi.
Puoi comprare tutti gli attaccanti che vuoi sul mercato, ma nel momento del bisogno la carta vincente della Juventus si chiama Federico Gatti.
Il big match dell’Allianz Stadium tra Juventus e Milan si chiude sull’1-1, al termine di una partita in cui i bianconeri avrebbero ampiamente meritato qualcosa in più. Dopo aver creato occasioni a ripetizione e collezionato anche un legno con un’iniziativa di Conceição, la Juve era andata sotto al primo vero affondo rossonero, finalizzato da Cissè.
Nel momento di massimo sforzo e con il cronometro che correva inesorabile, Luciano Spalletti ha ripescato dal mazzo la sua mossa d’emergenza preferita: avanzare il numero 4 a fare il centravanti aggiunto. Un dejà-vu che riporta alla mente la sfida dello scorso anno contro la Roma, a dimostrazione di come la parabola di Gatti — nato calcisticamente proprio come attaccante prima di arretrare il proprio raggio d’azione — contenga un istinto del gol mai del tutto sopito.
La necessità di peso offensivo
In un’area avversaria intasata, l’esuberanza fisica e il temperamento del difensore bianconero hanno pagato ancora una volta. Il suo graffio ha regalato un pareggio strameritato alla Juventus, dimostrando che, al di là dei tanti volti nuovi arrivati dall’estate di calciomercato, la garanzia nei minuti di recupero resta sempre il cuore del suo guerriero con il numero 4.



