Conte: “Il destino cambia con una telefonata”
Antonio Conte ha recentemente raccontato ai microfoni di Sky Sport un episodio che ha segnato la sua carriera con il suo approdo alla Juventus nel 2011. Il tecnico del Napoli è stato tra i principali candidati alla panchina bianconera quest’estate, ma il suo trasferimento è saltato. Nel lontano 2011 il tecnico salentino era reduce da promozioni con Bari e Siena, quando una telefonata inaspettata di Silvio Baldini, allora tecnico del Pescara, che cambiò tutto. Baldini, con cui aveva solo una buona empatia, gli suggerì di parlare con Andrea Agnelli per allenare la Juventus. Conte, inizialmente scettico, ci rifletté durante il tragitto verso casa. Decise di contattare il dottor Giraudo per raggiungere Agnelli, senza ambizioni immediate, solo per un saluto. Giraudo lo avvertì: l’allenatore era confermato. Conte insistette, voleva solo incontrare il presidente. La Juventus, quell’anno, non stava certo brillando con Delneri, e il destino stava per intrecciarsi.
Un incontro decisivo
A fine campionato, dopo la promozione del Siena in Serie A, Conte ricevette una chiamata da Giraudo mentre cenava con la moglie. Era Agnelli, che desiderava incontrarlo. Dopo una partita a Novara, Conte andò a Torino, a casa di Agnelli. Parlarono per cinque ore, toccando temi calcistici e personali. Agnelli, colpito, gli propose un incontro con Marotta. Conte capì di aver trasmesso la sua visione per la Juventus. La moglie di Agnelli, incuriosita, chiese chi fosse: “Il futuro allenatore della Juve”, rispose lui. Senza quella telefonata di Baldini, Conte sarebbe rimasto a Siena. Invece, quel dialogo posò le basi per un’avventura epica.
Tre anni indimenticabili
Alla Juventus, Conte aprì un ciclo leggendario. Nel primo anno, contro un Milan favorito con Ibrahimovic e Thiago Silva, vinse lo scudetto da imbattuto, un’impresa storica. Persero solo la finale di Coppa Italia contro il Napoli. Il secondo anno consolidò il dominio, mentre il terzo culminò nei 102 punti, un record straordinario. Per nove anni consecutivi, la Juventus conquistò il titolo, e Conte ne fu l’artefice iniziale. Riflette: “A volte, una telefonata ti cambia il destino”. Senza Baldini, non avrebbe mai osato. Da esordiente, trasformò la Juventus in una macchina perfetta, lasciando un’eredità indelebile.



