L’ennesima esclusione dalla lista per la fase a gironi di Champions League sancisce per Federico Chiesa l’inizio di una nuova annata nell’ombra con la maglia del Liverpool.
L’enigma Chiesa ad Anfield: la parabola d’un talento finito ai margini del grande calcio
Una decisione che di fatto condanna l’ex esterno bianconero a un ruolo del tutto marginale, relegandolo a comparsa tra scampoli di League Cup e sparute apparizioni in Premier League. Per il classe ’97 si prefigura così la terza stagione consecutiva vissuta da spettatore non pagante ad Anfield, un limbo che fatica a trovare giustificazioni logiche dal punto di vista sportivo.
Se l’aspetto economico garantisce al giocatore uno stipendio da 7 milioni di euro a stagione, resta l’amaro in bocca per una carriera che sta progressivamente smarrendo le sue tappe più preziose. Il no incisivo pronunciato di fronte alle ipotesi di un ritorno in Serie A e le recenti frizioni sul fronte Nazionale lasciano perplessi tifosi e addetti ai lavori, incapaci di comprendere le motivazioni profonde dietro la scelta di rimanere in una piazza dove non trova spazio né considerazione tattica.
Un futuro incerto
Entrato ormai nell’ultimo anno del suo contratto con i Reds, il futuro dell’attaccante si tinge di forti incognite. Dopo anni caratterizzati da gravi intoppi fisici e una costante mancanza di continuità nell’esperienza inglese, pochi club saranno disposti a scommettere su un profilo fuori dai ritmi partita da così tanto tempo. L’evoluzione della carriera di Federico Chiesa rischia di trasformarsi nel più grande rimpianto del calcio italiano recente: una gemma mai del tutto sbocciata, il cui valore resta imprigionato nelle scelte di chi ha preferito l’attesa dorata al protagonismo sul campo.



