Tudor verso il Tottenham
Igor Tudor è pronto a una nuova avventura in panchina, e non sarà facile. Dopo l’esperienza alla Juventus – dove era stato riconfermato quasi per mancanza di alternative valide e poi esonerato qualche mese dopo – il tecnico croato ha accettato l’incarico di interim head coach al Tottenham Hotspur fino al termine della stagione 2025/2026.La notizia, confermata da fonti autorevoli come Sky Sports, The Athletic e Fabrizio Romano, arriva dopo l’esonero di Thomas Frank, avvenuto mercoledì 11 febbraio in seguito alla sconfitta casalinga contro il Newcastle.
L’accordo tra le parti
Tudor, 47 anni, ha raggiunto un accordo verbale tutudorcon il club londinese e firmerà un contratto breve, senza opzione per il prolungamento: la dirigenza (guidata da Vinai Venkatesham e Johan Lange) valuterà un successore permanente in estate, con nomi come Mauricio Pochettino nel mirino.La situazione degli Spurs è drammatica: al momento occupano il 16° posto in Premier League con 29 punti in 26 partite (7 vittorie, 8 pareggi, 11 sconfitte; 36 gol fatti e 37 subiti), appena 5 punti sopra la zona retrocessione. La squadra è reduce da otto partite senza vittorie in campionato, incluse due sconfitte consecutive, e la prossima sfida è il North London derby contro l’Arsenal in casa. Un incubo per un club che in estate ha investito oltre 260 milioni di euro sul mercato per ambire a posizioni europee, e che ora lotta per non retrocedere per la prima volta nella sua storia moderna.
La missione: salvare il Tottenham
Tudor arriva con un bagaglio di professionalità che non è mai venuto meno, nemmeno nei momenti più difficili. Alla Juventus, nonostante l’esonero, ha sempre dimostrato dedizione e serietà: qualità che nel calcio contano tantissimo, soprattutto in un contesto di crisi come quello degli Spurs. La sfida è affascinante ma durissima: salvare una nobile decaduta con una rosa talentuosa ma fragile, in un ambiente di alta pressione e con poco tempo a disposizione. Tudor, reduce da esperienze ad alto livello (Marseille, Lazio e Juventus), porta intensità, organizzazione difensiva e capacità di motivare gruppi in difficoltà – doti che potrebbero fare la differenza in questa volata salvezza. A Tudor, cuore bianconero e persona per bene, auguriamo un buon lavoro e ogni bene possibile. L’avventura sfortunata alla Juventus, penalizzata da scelte di mercato discutibili della dirigenza e numerosi infortuni, può forse essere archiviata da questa nuova esperienza in Premier League.



