La Juventus cade ancora
3 sconfitte nelle ultime 3 partite. 8 partite senza vittorie. L’ultimo successo manca da Settembre. Una striscia così negativa non si vedeva dai tempi della Juventus di Ferrara e Zaccheroni nella stagione 2009/2010. La Juventus esce sconfitta dalla sfida dell’Olimpico e certifica un momento di crisi senza precedenti. Una partita segnata anche da diversi episodi arbitrali controversi, ma che non possono oscurare lo scempio di questa squadra senza idee. Le pagelle.
Le pagelle di Lazio – Juventus
Perin 6 – Non può fare molto sul sul gol di Basic a causa della deviazione di Gatti.
Kalulu 6 – Partita ordinata, riesce a contenere gli attacchi della Lazio sulla fascia nonostante un cliente scomodo come Zaccagni.
Gatti 6 – Tiene bene Dia, sfortunato nella deviazione che causa il gol di Basic. (dall’86’ Joao Mario sv)
Kelly 5 – Pasticcia diverse volte e viene praticamente semre saltato da Isaksen. Come detto altre volte in altre pagelle, non si può dare troppa colpa al giocatore visti i suoi limiti tecnici. Ma quei 30 milioni investiti per uno scarto del Bornemouth restano un danno irreparabile.
Conceiçao 5,5 – Ci prova, uno dei pochi che ci prova per davvero. Ma è poco concreto e manca di continuità.
McKennie 5,5 – Il lavoro di quantità non manca, lo spirito di sacrificio è davvero apprezzabile. Ma per il resto davvero poca roba, sembra che nemmeno lui abbia le idee ben chiare nella confusione totale di questa Juventus. Nella ripresa viene graziato di un’espulsione per somma di ammonizioni contro Guendouzi. (dal 78′ Openda sv)
Locatelli 5,5 – Va in difficoltà anche lui nella mediocrità assoluta del centrocampo bianconero.
Koopmeiners 5,5 – Si è lamentato della posizione in cui veniva fatto giocare ed è stato messo nel suo ruolo ideale, qualunque esso sia. E anche a questo giro il risultato non è cambiato, partita insufficente.
dal 66′ Thuram 6 – Entra e porta ordine in un centrocampo che è in confusione totale.
Cambiaso 5 – Il nuovo Maldini continua il suo momento no, sbagliando scelte in fase offensiva e soffrendo costantemente Isaksen in fase di ripiego.
dal 46′ Yildiz 6 – Aveva bisogno di riposare in vista del tour de force con l’infrasettimanale e lo Sporting in Champions. Alla fine è dovuto subentrare per dare un po’ di consistenza al reparto offensivo bianconero. Riposo a metà che gli impedisce di recuperare le forze.
David 4 – Un disastro, l’ennesimo. Il giocatore francese, autentico mattatore negli ultimi anni in Ligue 1 col Lille, è diventato irriconoscibile alla Juventus. Da un suo appoggio sbagliato nasce il gol della Lazio, poi spreca malamente l’occasione da gol davanti a Provedel. Almeno a questo giro non ha sbagliato a porta vuota. Come sia possibile che a Torino così tanti talenti promettenti vengano rovinati dev’essere materia di discussione.
dal 66′ Kostic 5,5 – Non c’è neanch da infierire più del dovuto. Spendere 90 milioni sul mercato estivo per ritrovarsi a giocare con l’esterno serbo rientrato dal prestito in Turchia, la dice molto sulla situazione di questa Juventus.
Vlahovic 5 – Partita di sacrificio, ci prova fino in fondo ed è l’unico del pacchetto offensivo che riesce a dare qualche segnale di vita. Ma poi sbaglia quel gol a porta spalancata, non importa se era fuorigioco, doveva metterla dentro.
Il voto di Tudor: 5
Bisogna porre una premessa fondamentale. Da anni stampa e tifosi Juventini fanno la caccia all’uomo contro l’allenatore di turno. Prima era colpa di Allegri, poi di Sarri, poi di Pirlo, poi di Allegri, poi di Motta e adesso è colpa di Tudor. Ogni anno lo spettacolo si ripete. Forse, finalmente, dopo ann di fallimenti e delusioni qualcuno si rende conto che il problema di questa Juventus è molto più profondo e grave. Un problema che parte da una scellerata gestione societaria e dall’assenza di ogni tipo di progetto. L’assenza del presidente Elkann, artefice dei disastri oltre che della Juventus anche della Ferrari in Formula 1, rappresenta lo sfondo imbarazzante di questo disastro sportivo.
Acquisti estivi fatti senza consultare l’allenatore (i 60 milioni spesi per Openda e Zhegrova parcheggiati in panchina), l’assenza di un Direttore Sportivo a Novembre, l’imbarazzante gestione degli esuberi e dei rinnovi. La società è allo sbando, con bande e azionisti che si fanno la guerra per il controllo di un impero in decadenza. Lo spogliatoio è conteso tra la paura di un gruppo senza DNA Juve e senatori in perenne conflitto con la guida tecnica. La rosa ha un attacco vasto, troppo vasto, mentre il centrocampo è mediocre e contatissimo. La difesa, amputata di Bremer, è costantemente in affanno.
In tutto questo Tudor è preso nel fuoco incrociato, un allenatore preso in corsa la passata stagione per rimediare ai danni di Giuntoli e Comolli. Un traghettatore messo alla porta a Giugno e richiamato di convenienza dopo il NO di Conte, con il salentino che aveva capito già la situazione disastrata a Torino. Tudor è stato estremamente disponibile nell’accettare nonostante il trattamento irrispettoso e un mercato fatto da Comolli senza consultarlo. In questo periodo di crisi, il croto è stato lasciato coompletamente solo dalla società, con Comolli non pervenuto.
Ma posta questa premessa essenziale, bisogna dire che anche il croato sembra in confusione totale. Innanzitutto le inspiegabili panchine di Joao Mario, con il portoghese che quando entra fa sempre bene malgrado gli ultimi minuti. Poi l’insistenza nel mettere Kalulu fuori ruolo. Infine l’incapacità di fare rendere un attacco da 100 milioni, pur con tutti i problemi della rosa. In tutto questo, la mancanz di idee. Poche e confuse. Apprezabile il cuore e lo spirito bianconero del croato, sempre pronto a difendere il gruppo in confederenza stampa, ma a questo giro non ci sono giustificazioni



