Contro ogni pronostico: l’eccezionale lavoro di Carnevali e Massara alla guida della Juve
Non va dimenticato da quale punto di partenza si sia snodato l’operato di Giovanni Carnevali e Frederic Massara: insediatisi nei quadri dirigenziali da appena un paio di mesi, non hanno avuto a disposizione il tempo necessario per pianificare con largo anticipo le mosse sul mercato. Si sono trovati immersi in un contesto societario estremamente complesso, imbrigliato dalle sanzioni del Fair Play Finanziario UEFA, dai mancati introiti europei e da una lunga lista di tesserati dagli stipendi pesanti e difficilissimi da piazzare altrove.
Alla vigilia della sessione estiva, ipotizzare una rifondazione così radicale pareva pura utopia. Eppure, la coppia di mercato bianconera è riuscita a stravolgere le prospettive. Tra i pali, alla cessione di Di Gregorio è seguito l’arrivo di Vicario a condizioni vantaggiose; in difesa sono approdati Lucumí e Çelik a parametro zero. A centrocampo, blindata la permanenza di Nico González e avviato il recupero di Douglas Luiz, la dirigenza ha reagito al no di Kessié chiudendo tempestivamente per l’atletismo di Pape Matar Sarr. In attacco, oltre ai colpi di prospettiva Ekhator e Alajbegovic, si è concretizzato il ritorno di Kolo Muani e l’ingaggio in extremis del centravanti Nick Woltemade.
La gestione delle uscite
Parimenti efficace è stata la strategia sul fronte delle uscite: sfruttando le formule dei prestiti con opzione, sono stati sistemati profili ingombranti come Openda, Jonathan David e Miretti, senza cedere alcun pilastro della squadra fatta eccezione per il naturale addio a parametro zero di Vlahović. Pur mantenendo il verdetto finale affidato al rettangolo di gioco, va riconosciuto come Carnevali e Massara abbiano consegnato a Luciano Spalletti una rosa potenziata e profonda in ogni settore, compiendo una vera e propria impresa rispetto alle premesse di inizio estate.



