Un legame balcanico per il successo
La Juventus vive un momento di energia e risveglio, grazie al lavoro di Igor Tudor e del suo staff, composto dal vice Ivan Javorčić e dal preparatore Tomislav Rogic, tutti accomunati da radici balcaniche. Questo trio, già affiatato alla Lazio, ha costruito un rapporto speciale con Dusan Vlahovic e Vasilije Adzic, due talenti che stavano per lasciare Torino in estate. La lingua comune e l’empatia culturale hanno permesso a Tudor di entrare in sintonia con il serbo e il montenegrino, trasformando il loro ruolo nella squadra. Vlahovic, dopo un periodo di incertezze, è tornato al centro del progetto, mentre Adzic, giovane promessa, si sta ritagliando spazio con prestazioni convincenti, come quella contro l’Inter. La Continassa respira un’aria di unità, lontana dai conflitti del passato balcanico, con un gruppo che lavora per un obiettivo comune.
Vlahovic ritrovato: il ruolo di Tudor
Risveglio di Dusan Vlahovic, con 4 gol in 5 partite in questa stagione, è tornato a brillare sotto la guida di Tudor. A differenza del periodo con Thiago Motta, segnato da incomprensioni, il tecnico croato ha puntato sul centravanti fin dal precampionato, difendendolo anche quando il mercato lo dava in partenza. “Vlahovic è fondamentale”, aveva detto Tudor, e i fatti gli danno ragione: il serbo, con la sua fisicità e istinto sotto porta, è tornato a essere il fulcro dell’attacco bianconero. La fiducia dello staff balcanico, che comunica con lui nella lingua madre, ha sciolto le tensioni, permettendogli di giocare con serenità. Tuttavia, il contratto in scadenza nel 2026 resta un nodo: la Juventus propone un rinnovo con una clausola da 35 milioni, ma l’entourage di Vlahovic, guidato dai fratelli Ristic, non ha ancora risposto. Ogni gol, però, rafforza la posizione del giocatore, rendendo il dialogo cruciale.
Adzic e il futuro: una scommessa vincente
Parallelamente, Vasilije Adzic emerge come una delle sorprese della stagione. Il giovane montenegrino, corteggiato in estate da altri club, è stato valorizzato da Tudor, che lo ha inserito gradualmente nel 3-4-1-2. Contro l’Inter, Adzic ha mostrato lampi di classe, con dribbling e visione di gioco che ricordano il primo Yildiz. Il lavoro dello staff balcanico, con Javorčić che cura i dettagli tattici e Rogic che affianca i portieri, ha creato un ambiente in cui Adzic si sente a casa.


