Agnelli: squalifica terminata
Andrea Agnelli ha terminato la squalifica che gli era stata inflitta in seguito all’inchiesta Prisma. L’ex numero uno bianconero aveva ricevuto una squalifica di 24 mesi per la questione legata alle plusvalenze, ai quali andavano aggiunti 10 mesi per la manovra stipendi. Nel gennaio 2024 era arrivata la conferma della squalifica, con estensione anche a livello UEFA e FIFA. Da oggi questa squalifica è terminata e Andrea Agnelli potrebbe tornare a operare nel mondo del calcio.
Agnelli e l’amore per la Juventus
In un intervista rilasciata a Settembre. Andrea Agnelli ha commentato con un lungo messaggio sui social la sentenza del Gup di Roma Anna Maria Gavoni in merito alla sentenza. Nell’intervista Agnelli ha ribadito il suo amore per la Juventus. “Il mio amore per la Juventus resta totale e immutato, così come il mio legame con l’Italia e con Torino, la mia città”, afferma Andrea Agnelli, rivolgendosi ai tifosi bianconeri con un tono emozionato. Dopo aver guidato il club per oltre un decennio, portando 9 scudetti consecutivi e due finali di Champions League, l’ex presidente si dice consapevole del “capitolo gravoso” rappresentato dalle inchieste sportive e penali. Tuttavia, vede in questa chiusura un’occasione di riflessione per il futuro del calcio italiano, auspicando maggiore trasparenza nella governance. La Juventus, che ha patteggiato una multa di 157mila euro senza ammettere colpe, ha siglato accordi transattivi con Consob e alcune associazioni di consumatori per oltre un milione di euro, coinvolgendo circa un terzo delle 221 parti civili.
La posizione attuale
Come scrive Sport Virgilio, l’ex dirigente bianconero resta tra i principali azionisti della Giovanni Agnelli BV. Questa è la cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann, e quindi a cascata anche di Exor, la holding di famiglia. Conclusa l’inibizione, potrebbe tornare ad avere ruoli in ambito Figc, Uefa e Fifa a livello di club e di istituzioni. Da due anni Andrea Agnelli vive ad Amsterdam con la famiglia. In primavera era circolata la voce che l’ex presidente stesse formando un gruppo di investitori per acquistare direttamente la Juventus. Operazione tutt’altro che semplice, al netto della eventuale volontà (mai manifestata da John Elkann) di vendere. Anzi. Oggi la Juve vale in borsa 1,15 miliardi, e chiunque acquisti almeno il 30% di una società quotata è obbligato a lanciare un’offerta pubblica di acquisto, per tutelare gli azionisti di minoranza che in Juventus sono Lindsell Train, la società di cryptovalute Tether e altri piccoli azionisti.
La possibilità di ritorno?
Della possibilità di ritorno ne ha parlato il Corriere dello Sport. “Proprio per il frazionamento della compagine azionaria, la Juve potrebbe essere controllata anche senza superare il 30% se Exor (che resterebbe comunque un socio amico) mantenesse una quota. A quel punto, il rischio è che la Consob ravvisi un concerto tra i principali azionisti obbligando l’acquirente a lanciare comunque l’Opa totalitaria che comporterebbe un dispendio di risorse ben superiore al minimo teoricamente necessario”. Ma per ora, questi scenari sono ben al di là da venire.


