In un intervista a un podcast peruviano, l’ex centrocampista cileno Arturo Vidal ha parlato della grande Juventus del 2015. Le sue parole riportate da Tuttosport.
Gli inizi della carriera di Vidal
Vidal ha parlato dell’esordio col Melipilla, dell’arrivo in Europa e i primi mesi col Leverkusen. “Prima ho giocato al Melipilla, una squadra di Santiago del Cile. Ci guidava un professore del collegio e ci diceva che lì non avrebbero dato il pranzo e così abbiamo iniziato a giocare. Al Colo Colo arrivai perchè un mio zio (o amico) mi procurò un provino“. Poi l’arrivo in Germania, al Leverkusen, in cui tutto sembra in salita. “Mi compra il Leverkusen e io ci arrivo felice. Nella prima partita non gioco. Nella seconda partita andiamo ad Amburgo e l’allenatore mi chiede: come te la senti a giocare come laterale? E io gli dico: sono pronto. Mi trovai a marcare un giocatore che non mi ricordo ma che mi fece diventare matto. Dopo 5 minuti dall’inizio del secondo tempo non sapevo come fare e succede che gli do un calcio e assegnano rigore. Dico: merda, alla mia prima partita. Due secondi dopo guardo lo schermo: esce Vidal. La mia sicurezza andò parecchio giù. Due mesi durissimi, volevo andarmene, restai grazie alla forza che mi dava la mia famiglia da lontano“.
Sul centrocampo con Marchisio, Pogba e Pirlo
Interpellato su quale fosse il miglior centrocampista con cui ha giocato alla Juventus, Vidal è titubante: “È difficile dirne soltanto uno. Quando eravamo tutti e quattro con Marchisio, Pirlo e Pogba. Però il primo anno quando arrivò, Pogba non giocava quasi nulla e giocavamo Pirlo, io e Marchisio, perché per un anno si doveva adattare, assestare e preparare, però quando entrò diventammo i Fantastici 4 e non passava nulla. Perdemmo la finale del 2015 ma davanti avevamo dei marziani. Per un momento siamo stati in pareggio. Se a Pogba assegnavano il rigore, chiudevamo la partita andando sul 2-1“. Vidal ha poi definito Carlitos Tevez, definendolo uno dei migliori attaccanti con cui ha giocato.



