Sono frasi decisamente poco “furbe” quello di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato ha infatti dichiarato: “Volevo fare una cosa diversa, volevo fare il ministro dello Sport, così mi sarei riposato e anche divertito. Giorgia Meloni mi ha detto di no e ho fatto il presidente del Senato. Ma non lo volevo fare per l’Inter, come ha detto Giorgia, ma per andare contro la Juve“.
Ora, intendiamoci, è chiaro che le parole di La Russa, riportate da AdnKronos, volevano essere sotto forma di battuta goliardica. E’ risaputa, infatti, la fede nerazzurra del presidente del Senato. Ma appunto, lo ripetiamo, la dichiarazione è decisamente fuori luogo e poco “furba”. Dopo mesi difficili, in cui la Juventus è stata penalizzata per motivi assai opinabili, simili dichiarazioni possono esser lette davvero in modo poco goliardico.
Specialmente per le parole pronunciate dopo: “Non sono andato a Torino, dopo che ci hanno rubato uno scudetto, con il rigore negato a Ronaldo, una cosa che solo la Juve di allora poteva fare…“.
Esattamente, qui, cosa ci sarebbe di divertente? Illazioni, politica del sospetto, accuse nemmeno tanto velate: avevamo davvero bisogno – di nuovo – di tutto ciò? E soprattutto: la seconda carica dello Stato Italiano (tale è il presidente del Senato) non dovrebbe mantenere un atteggiamento più rispettoso verso delle aziende/associazioni/Club sportivi?
E’ dunque questo il livello dello Sport nel Belpaese? Politica del sospetto e accuse di “ruberie” degno del peggior bar di provincia?
Ci viene da rispondere con le bellissime parole di Gianpaolo Calvarese: la colpa non è dell’arbitro…ma di chi racconta il calcio!



