Non è un fenomeno, ma quasi nessuno lo è (a dispetto di un certo gergo molto diffuso tra i tifosi). Nemmeno Gianluca Zambrotta, al quale qualcuno lo sta paragonando ultimamente, era un fenomeno (ma lì sorge un altro problema: nell’immaginario dopato dell’opinione pubblica chiunque abbia vinto il mondiale del 2006 è un fenomeno, anche Gennaro Gattuso).
Nessuno può prevedere il futuro, ma ad Andrea Cambiaso non manca niente: difesa, attacco, velocità e controllo di palla. Buonissimo piede e anche discreta capacità di creare spazi e saltare l’uomo. Fino a 23 anni, un giocatore con queste caratteristiche è rimasto in provincia. Provincia bolognese, per intenderci. Tanto? No, ma neanche così poco. Le qualità sono quelle, bisogna solo investirci, crederci e aspettare i risultati. Cosa che per alcuni giocatori misteriosamente non si fa (soprattutto se italiani).
Il nostro campionato è costellato da esempi ben peggiori di Cambiaso, si pensi al capitano del Napoli campione d’Italia, Giovanni Di Lorenzo, che ha giocato addirittura in Lega Pro fino ai 25. Dimostrando poi di non essere evidentemente da Lega Pro. Dunque, occorre focalizzarsi su un aspetto: la assoluta fallibilità degli osservatori. Il cui margine di errore negli ultimi anni è cresciuto a dismisura, a giudicare da quanto si osserva. Sperando che i casi peggiori di Cambiaso diminuiscano sempre più e quelli migliori diventino una bolgia.



